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lunedì 26 gennaio 2015

IL MIO SOGNO la non fattoria

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Si lo ammetto è anche il mio grande sogno!

 

Nella 'non fattoria' si alleva ma non si macella

A Voltaggio, piccolo comune dell'Appennino Ligure in provincia di Alessandria, una coppia di genovesi, Mario Lunghi e Masha Napoli, insieme ad altri 4 concittadini hanno fondato quella che definiscono una 'Non Fattoria', 'La Belle Verte Onlus', oasi di 2,5 ettari dove una quarantina di animali da fattoria, tutti provenienti da allevamenti intensivi per la produzione di carne e latte  -  galli, galline, conigli, maiali, due giovani tori, capre, pecore, oltre a una coppia di asini  - , vivono felici e moriranno di vecchiaia, sicuri di non finire nei mattatoi.

Per il loro mantenimento, senza contare cure veterinarie e sterilizzazioni, il gruppo di genovesi, tutti vegani, spende circa 6 mila euro all'anno.

Un paio di mesi fa si è ufficialmente costituita la 'Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia', di cui anche 'La Belle Vertè (inaugurata lo scorso agosto) fa parte e che riunisce diverse strutture - finora una decina  -  sparse sull'intero territorio nazionale: la loro finalità è sensibilizzare i consumatori nei confronti degli animali da carne, creature affettuose e intelligenti.  "Noi siamo per l'antispecismo  -  spiega Mario Lunghi  -  ovvero per l'eliminazione della discriminazione tra le specie.

Il concetto degli animali al servizio dell'uomo è primitivo e va superato" (testo e video di Alessandra Carbonini)

clicca-----> QUI IL VIDEO

martedì 6 gennaio 2015

Con le mucche in quota sognando un caseificio

 

Tratto da TRENTINO

Gabriele Pallaoro ha una grandissima passione per gli animali «L’allevamento a 1.100 metri è duro ma non cambierei mai la mia vita» di Carlo Bridi

SANT’ORSOLA. La neve copre la splendida Valle dei Mocheni dove c’è chi sta scommettendo sull’agricoltura.

A 1100 metri c’è Gabriele Pallaoro la cui passione per l’allevamento lo aveva portato da ragazzo a comperare le due prime mucche, della razza Grigio Alpina.

Ma com’è nata la passione per le mucche? Per due stagioni Gabriele ha fatto il malgaro, e lì è nata la sua passione per gli animali, poi ha lavorato presso un distributore di carburanti e negli ultimi anni come muratore.

Dall’autunno 2013 la scelta di licenziarsi dal posto di lavoro e di frequentare il corso biennale per giovani imprenditori agricoli della Fondazione Mach, corso che finirà fra un paio di mesi.

A quel punto farà anche la pratica per il passaggio come titolare dell’azienda familiare, mentre è in attesa dell’uscita del bando per la presentazione della domanda per l’ottenimento del premio d’insediamento sul nuovo Psr che dovrebbe essere più consistente che per il passato prevedendo oltre ad un contributo a fondo perduto anche un mutuo agevolato.

L’azienda fino a poco tempo fa secondo la tradizione della valle era ovi-caprina, ma tre anni fa sono state abbandonate le pecore per concentrarsi esclusivamente sulle mucche.

«In un primo momento - afferma Gabriele - abbiamo trasformato il latte nel piccolo caseificio di famiglia, ma poi abbiamo scelto di portarlo alla Latte Trento».

Ma in prospettiva è intenzione del giovane riaprire il proprio caseificio per trasformarsi il latte e vendere il formaggio ed il burro per recuperare una quota di valore aggiunto.

Pallaoro, sottolinea anche l’amore per la sua valle che unita alla passione per l’allevamento e al dispiacere di veder chiudere l’azienda di papà che ha ormai 73 anni l’hanno portato a questa scelta coraggiosa.

«Certo, sono necessari investimenti cominciando dalla roto-pressa e la fasciatrice per i “balloni” di fieno strumenti indispensabili con queste estati nelle quali è impossibile essiccare il fieno, ma ho bisogno anche di ammodernare la stalla, dotandola di nastro trasportatore per il letame e di una cella frigo come dotazione del caseificio».

Visti anche questi investimenti che deve fare è pentito della scelta?

«Assolutamente no - è la risposta - è stata una scelta molto ponderata, sono cosciente che è difficile fare bilancio con una piccola stalla a questa quota, per questo punto a trasformare il latte in proprio.

Dobbiamo però essere coscienti del ruolo che aziende come la mia giocano per la conservazione dell’ambiente e del territorio, per questo meritano l’aiuto dell’ente pubblico, anche perché dobbiamo aver presente che puntare sull’alta qualità dei prodotti è molto più costoso mentre il prezzo del latte anziché aumentare, cala.

Inoltre in annate come questa nella quale la qualità del fieno è stata scadente per il poco sole e la tanta acqua, durante l’estate, dobbiamo integrare l’alimentazione con un buon mangime, ma anche questo aumenta i costi di produzione e riduce i margini.

È necessario anche aumentare la produzione, ma con la Grigia non si hanno grandi risultati, come con la Pezzata nera o Rossa, la media aziendale è sui 42-43 quintali a lattazione».

Un sogno nel cassetto? «Farmi una stalla nuova con una quarantina di capi con annesso un agriturismo nel quale poter valorizzare al meglio i prodotti della mia azienda.

Il posto dove abito è molto bello, e sarebbe una gioia poterlo ammirare anche per i turisti».

domenica 4 gennaio 2015

“Adottando una mucca salverete le terre alte”

Curiosa iniziativa di un’azienda agricola di Crampiolo, in valle Antigorio

Tratto da LA STAMPA

Adottare una mucca e assaggiare i prodotti ricavati dal suo latte è l’originale iniziativa, anche in tema natalizio, pensata dai gestori dell’agriturismo «Alpe Crampiolo» di Devero.  

In un momento in cui va di moda il concetto del «chilometro zero» e la qualità è sempre più ricercata, i due imprenditori agricoli Luca e Fausto Olzeri, rispettivamente di 31 e 27 anni, si sono inventati la proposta «Adotta una mucca». Questo sistema permetterà di ricevere la carta d’identità del vitello, del manzetto o della mucca da latte prescelti e seguirli, per un anno, nei loro spostamenti dal paese all’alpe, fino agli alpeggi più alti, dove si nutrono di quell’erba incontaminata d’alta quota che caratterizza il sapore del noto formaggio Bettelmatt.  

Come funziona

Per adottare una mucca basta accedere al sito dell’agriturismo con azienda agricola «La Torre» ed entrare nella pagina dedicata (oppure passare attraverso la pagina Facebook «Adotta una mucca Crampiolo») per poi cliccare sulla foto dell’animale preferito, stampare la carta d’identità e scegliere tra i due pacchetti disponibili.  

Due i «pacchetti»

Il primo, del costo di 75 euro, include un quarto di forma di Bettelmatt o di formaggio Crampiolo, una bottiglia di vino «Ca d’matè» delle Cantine Garrone domesi, mezzo chilo di miele del Devero e una scatola di tisane del consorzio antigoriano Erba bona. Spendendo invece 110 euro ci sono in aggiunta due pranzi (o due cene) all’agriturismo del Parco naturale del Devero. In entrambi i casi sarà possibile poi ricevere informazioni sulla mucca presa in adozione e raggiungerla all’alpe in estate, partecipando anche allo scarghè autunnale.  

«L’idea è nata osservando altre realtà agricole che propongono di adottare ad esempio un tralcio di vite, oppure una pecora - spiega Luca Olzeri, che con il fratello Fausto porta avanti la storica azienda di famiglia, fondata a Crampiolo dal padre Adolfo quasi quarant’anni fa -. Lo scopo consiste nell’avvicinare chi vive in città alla montagna. L’adozione è annuale e rinnovabile e permette di salutare la propria mucca in estate». 

Sessanta i capi disponibili

Le mucche sono una sessantina e ora che è inverno si trovano a Baceno. L’8 dicembre l’azienda ha partecipato con gli altri sette componenti dell’Associazione produttori Bettelmatt alla marchiatura a fuoco delle forme di formaggio a Milano. «La scelta di portare avanti l’attività di famiglia non è stata obbligata, ma maturata nel tempo - conclude Olzeri - . Vivere a contatto con la natura è stupendo e grazie a Internet non si è mai isolati». 

martedì 23 dicembre 2014

giovedì 18 dicembre 2014

ADOTTATE 962 MUCCHE

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(ANSA) - TRENTO, 16 DIC - I proventi dell'iniziativa 'Adotta una mucca', promossa dall'Azienda per il turismo della Valsugana dieci anni fa per far conoscere e valorizzare l'attività delle malghe della valle, ammontano 9.600 euro per il 2014, con un totale di 962 adozioni, al costo di 10 euro l'una.

La somma è stata devoluta a tre associazioni che promuovono iniziative per disabili: 'Amici del Cavallo', Gruppo Sportivo Periscopio e Cooperativa Arché.

dal sito:   Ansa Trentino

lunedì 15 dicembre 2014

DA ALLEVATORE A VEGETARIANO

Sul sito che seguo tantissimo e che consiglio di seguire anche voi

GREEN ME “ ho trovato questo bel articolo

Da allevatore a vegetariano: le mucche "da cacca" che non vanno al macello.

Intervista a Fabrizio Bonetto

Un allevamento dove uomini e animali hanno gli stessi diritti, in cui entrambe traggono vantaggi dalla vita e dal lavoro dell'altro, dove nessuno ha il potere decisionale di vita o di morte su un altro essere.

È utopia? No: è un progetto reale, portato avanti da un ex allevatore quarantenne, diventato vegetariano da circa 4 anni.

Si chiama Fabrizio Bonetto e ha convertito il suo allevamento di vacche di razza piemontese in azienda agricola orientata alla produzione di frutta e verdura, dimostrando che è possibile essere allevatore o agricoltore senza per forza dover trasformare gli animali in prodotti.

GreenMe.it lo ha raggiunto a Cavour, in Provincia di Torino, dove si trova la sua

"Farm serenity Cow".

Partiamo dall'inizio, quindi dalla tua scelta di diventare vegetariano. Come ci sei arrivato?

Bella domanda! Frequentare amici vegetariani e vegani mi ha sicuramente aiutato, ma devi avere anche la fortuna di conoscere le persone giuste. Il cambio di alimentazione è un passo importante: non si tratta di rinunciare o meno a certi cibi, ma di riconsiderare quelli che sono gli alimenti e quelli che, invece, sono gli animali. La nostra cultura ce li ha sempre proposti nel piatto, è normale quindi che ci su ritrovi a mangiare carne e pesce. Io, però, ora vedo gli animali per quello che sono realmente: esseri capaci di provare emozioni, gioia, dolore e sofferenze, proprio come noi. Semplicemente nella mia testa non li considero più alimenti e, a dire il vero, mi chiedo spesso perché ci abbia messo così tanto a rendermi conto che non ha davvero senso pensare a loro come a qualcosa che nasce per essere macellato. Nessuno essere dovrebbe nascere per essere ucciso! Penso che la cosa che più spaventa le persone è il mettersi in discussione, riconsiderare il fatto che quello che sino a ieri ritenevi fosse giusto e normale non lo è. È una scelta che consiglio a tutti: se non lo volete fare per gli animali, fatelo per voi stessi! Ci guadagnerete sicuramente in salute!

farm serenity

In che cosa consiste il tuo progetto?

In realtà il suo scopo principale è cercare di salvare le mucche dal macello. Non so se ci riusciremo, mantenere le mucche in vita senza sfruttarle non è davvero facile, ma sono passati due anni e la Farm Serenity è ancora una realtà, quindi restiamo ottimisti! Di progetti ne stiamo portando avanti parecchi: abbiamo ottenuto il riconoscimento di fattoria didattica e cerchiamo, attraverso questo strumento, di fare conoscere gli animali della fattoria "al di fuori del piatto", anche alle fasce più giovani. Stiamo ridisegnando il contesto di fattoria, cercando nel nostro piccolo di rinaturalizzare gli appezzamenti che coltiviamo, mettendo a dimora siepi campestri, abbandonando la monocoltura e adottando i principi dell'agricoltura biologica e in parte di quella biodinamica.

Che cosa hanno di particolare i tuoi prodotti?

Le nostre verdure sono ottenute semplicemente coltivando la terra con sistemi naturali, non utilizziamo concimi chimici, fitofarmaci o altre porcherie simili, abbiamo adottato i vecchi saperi della tradizione contadina, i macerati di erbe, il sovescio, la pacciamatura,. Nn abbiamo scoperto nulla! Le nostre verdure hanno di particolare solo il fatto che le persone al giorno d'oggi trovano "particolare" quello che è naturale e normale quello che in realtà è coltivato con veleni. Questo dovrebbe farci riflettere.

E perché parli di mucche "da cacca"?

Chimiamo scherzosamente "cow poop" le mucche che abbiamo scelto di non destinare a macello, quando nel 2011 abbiamo chiuso l'allevamento dei vitelli da carne. Ora ci aiutano producendo dell'ottimo letame bio attraverso la loro cacca, che utilizziamo per nutrire i terreni che coltiviamo. Ci permettono, così, di non utilizzare concimi chimici.

Qualche curiosità per i nostri lettori sulle tue mucche felici che non andranno al macello?

Dovremmo avere una settimana a disposizione per descrivere le nostre mucche, un mese per i cavalli e un altro mese almeno per descrivere i restanti animali che gironzolano per l'aia. Faccio prima a invitare chi vuole conoscerle a venirle a trovare di persona! (N.d.r.: per informazioni clicca qui).

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Chi è che vi viene a trovare solitamente?

Principalmente i nostri clienti, che vengono ad acquistare direttamente in azienda. Li accompagniamo volentieri nell'orto e, talvolta, raccolgono loro stessi la verdura che comprano. E poi, grazie al tam tam, vengono spesso anche gruppi di animalisti, vegetariani e vegani. A questi ultimi teniamo di spiegare che ci sono ancora molte cose da migliorare e mettere in discussione: se non siamo attenti negli acquisti anche dietro il percorso di una testa di insalata o di una carota, possiamo contribuire negativamente non solo all'impatto ambientali, ma anche alle sofferenze per gli animali. I diserbanti e i pesticidi usati nelle coltivazioni intensive di ortaggi (quelli che spesso troviamo in commercio) mietono una strage silenziosa, e spesso sconosciuta, di insetti, uccelli e animali selvatici. Sono animali che non passano certo per il mattatoio, ma che muoiono comunque. Sta a informarci e preferire un prodotto più naturale al posto di un altro e riavvicinarci ad un'agricoltura più consapevole.

Ma la tua impresa ha risentito a livello economico di questa trasformazione?

Tasto dolente... Purtroppo pensare di intraprendere questo percorso senza rimetterci economicamente non era davvero possibile. Quindi, sì, l'impresa ne ha risentito a livello economico, ma ce lo aspettavamo. La mancanza di liquidità è in effetti sempre un grosso problema , ma lo è, in realtà, per tutte le aziende agricole in questo periodo. Io continuo a sforzarmi di vedere il bicchiere mezzo pieno, anche se ho il fienile mezzo vuoto!. Le mucche, si sa, sono animali pascolatori e mangiano parecchio. Le nostre "cow poop" hanno superato tutte la soglia dei dieci anni di età (una mucca negli allevamenti vive 5-6 anni massimo). Qualcuna ci ha già salutato e negli anni la spesa per il loro mantenimento si ridurrà, ma il vederle invecchiare serenamente ci ripaga certamente dello sforzo economico che sosteniamo.

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Cosa diresti agli allevatori che sfruttano gli animali?

C'è purtroppo poco da dire. Le persone che fanno questo lavoro sono convinte del loro operato, che portano avanti con passione. Quando sei un allevatore vedi gli animali che allevi solo come un prodotto, come accade con il pane per il panettiere. Anche io fino a pochi anni fa la vedevo allo stesso modo e rifiutavo gli stimoli che ricevevo dall'esterno da amici animalisti e vegetariani. Ognuno ha i suoi tempi. Ma gli allevatori seguono il mercato: se chiede carne, loro producono animali da carne. Io credo che non siano gli allevatori quelli da convincere a cambiare strada, ma i consumatori.

Roberta Ragni

CIAOOOOO RIECCOMI!

Carissimi amici del blog

sto riattivando un po' dei miei vecchi blog…… tra cui questo dedicato a questo splendido animale……

Gli anni sono passati veloci sono accadute moltissime cose alcune davvero brutte altre molto belle e ora ho voglia di ricominciare a vivere!!!!!!

Per le amanti delle mucchette e del punto croce ma non solo quello ricordo che può visitare (almeno i vecchi post) “MUCCHETTE CREATIVE” che in questi giorni sistemerò pure quello!!

Vi aspetto numerosi in modo da far rinascere il blog!

Se volete lasciare un saluto un commento (su quel blog) per farmi capire che ci siete ne sarò davvero grata, se avete siti blog gruppi FB che trattano di creatività bovina sarò felice di fare uno scambio di link!!!

la mia famosa mucchettina

MOOmminvermomia mukketta punto croce

Quindi mi vado mettere all’opera e vi aspetto numerosi qui e anche sul blog per creativi………….